Casino online nel mondo: dall'interdizione all'anarchia

La situazione dei casino via web nel mondo
Giovedì 6 agosto 2015
In iGaming e gioco online

Uno studio rivela che nel mondo circa 4 miliardi di persone non possono giocare ai casino sul web. Negli Stati Uniti le restrizioni maggiori, ma in molti altri paesi vige l'anarchia del gambling.

Una recente ricerca condotta su 225 stati del mondo e pubblicata da Agimeg ha messo in luce che ad oltre la metà della popolazione mondiale è interdetto l'accesso ai casino online.

In ben 151 stati puntare denaro in un gioco da casino è considerata una pratica illegale. In Russia, Thailandia, Israele, Giappone e altri stati i casino sono ammessi solo sulle navi, ma non sulla terraferma o online. In Libia le leggi relative al gioco d'azzardo sono incluse in quelle che riguardano stregoneria e magia.

Negli altri paesi le norme e le restrizioni relative al gioco d'azzardo e al gioco nei casino online sono molto eterogenee: si passa da paesi in cui vige l'anarchia nel sottore a causa della totale assenza di una regolamentazione (93 nazioni tra cui Cile e Venezuela) a paesi che prevedono leggi più o meno restrittive, con gli USA che fanno la parte del leone nell'imporrre limitazioni all'online. Circa i 3/4 dei casino online presenti sul web non avrebbero le carte in regola per operare negli Stati Uniti, la cui legislazione tende forse a proteggere gli interessi delle innumerevoli sale da gioco sparse su tutto il territorio. In Islanda invece sarebbe approvato bel il 93% dei casino.

Sono 61 gli stati che permettono agli operatori di fornire servizi di scommesse via web tramite il rilascio di una licenza statale (Italia compresa), anche se in metà di essi la legge viene rispettata solo dagli operatori locali e non da quelli stranieri, i quali continuano ad operare senza licenza schivando talvolta i blocchi messi in atto dai servizi di telefonia e internet locali.

Secondo i dati riportati nello studio, sembra che solo il 24% dei casino online limiti l'accesso ai giocatori che risiedono in una nazione nella quale è necessaria una licenza per operare. Il 22% invece limita l'accesso agli utenti che si collegano da paesi in cui sono previsti divieti o restrizioni.

Alcuni casi interessanti: in Israele basta essere sorpresi in un luogo di gioco per essere perseguiti, visto che non vige l'obbligo per le forze dell'ordine di dimostrare che il soggetto stesse effettivamente scommettendo. In alcuni paesi arabi il gioco è proibito a causa del divieto presente nel Corano. Nelle Isole Faroe è vietata l'importazione delle slot machies, a meno che queste non siano destinate all'uso privato.

Volendo fare una lista dei paesi più tolleranti e di quelli meno tolleranti, l'Italia si posizionerebbe a metà classifica. Nel nostro paese esistono delle norme in materia di gioco d'azzardo nei casino online da circa 3 anni e le società che vogliono operare nel settore, sia locali che straniere, devono prima ottenere la concessione da parte di AAMS.